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Costruita interamente in alluminio, Fabri’s – il quarantaseiesimo yacht che si fregia del logo del Cantiere Mondomarine di Savona che fa capo al Gruppo Mondo di Gallo D’Alba – è frutto del lavoro di un team costituito dall’olandese Cor D. Rover, al quale si devono le linee esterne, dal fiorentino Luca Dini, che ha curato il design degli interni, e dalla genovese SYDAC per il progetto di scafo e strutture.
Le linee esterne dello yacht, ed in particolare la forma ovalizzata delle grandi finestrature, sono state ispirate a Cor D. Rover dai primi studi – effettuati negli anni trenta del secolo scorso – sull’aerodinamica applicata agli yacht, che hanno dato origine ai veloci, e nello stesso tempo eleganti, “speedsters”. Ed il profilo di Fabri’s, con la sua prua potente ma affilata che si prolunga in una poppa slanciata ed aggraziata, ripropone, reinterpretato in chiave moderna, il look ed il fascino degli yacht, ed anche delle automobili, di quel periodo.
La disposizione degli interni prevede: un grande salone, con annessa sala da pranzo per dieci/dodici ospiti, e la suite armatoriale sul ponte principale; l’ufficio dell’Armatore ed un salottino alle spalle della timoneria sul ponte superiore, il cui pozzetto di poppa è attrezzato con un tavolo per le cene all’aperto; quattro grandi cabine doppie, due matrimoniali e due a letti separati, sul ponte inferiore; e, infine, un vasto solarium, con bar e jacuzzi, che si estende su tutto il sun-deck.
Il Comandante ha a sua disposizione una cabina matrimoniale alle spalle della timoneria mentre tre cabine doppie per l’equipaggio sono accessibili direttamente dalla cucina adibita anche a dinette equipaggio.
La suite armatoriale occupa la prua del ponte principale, dove può sfruttare la grande superficie concessa dalla zona wide-body anche per il bagno, dotato di vasca idromassaggio e doccia nello stesso ambiente, mentre i sanitari sono separati tramite una porta scorrevole. Nella cabina armatoriale, che dispone anche di una comoda dressing-room, sono da evidenziare le grandi finestrature che danno direttamente sul mare.
Sempre sul ponte principale, spostandosi verso poppa lungo il corridoio di dritta, si trova la day-toilette, il bel disimpegno delle scale che attraversa tutti i ponti ed infine il grande salone, caratterizzato dall’arredo dall’originale andamento ad esagono, che comprende la sala da pranzo, con un tavolo riccamente intarsiato per dieci/dodici persone, un confortevole divano angolare e l’angolo bar adiacente all’entrata da poppa.
Tornando verso prua, sul lato di sinistra, per tradizione dedicato all’equipaggio, dopo la sala da pranzo, chiusa da una porta di separazione, si accede ad un piccolo disimpegno dal quale, tramite una scala, è possibile salire alla timoneria sul ponte superiore oppure entrare nella cucina/dinette per l’equipaggio. Questo ambiente è di grande effetto e si differenzia totalmente da quello che è l’arredo generale di Fabri’s essendo interamente rivestito in acciaio spazzolato e caratterizzato dai mobili in Wengè; si tratta quindi di una zona molto tecnologica ed all’avanguardia, con un isola di cottura al centro ed una dinette equipaggio per otto persone a lato; dalla cucina, tramite una scala, si scende alle cabine equipaggio sul ponte inferiore.
Sempre su questo ponte si trovano le quattro cabine ospiti, due delle quali matrimoniali – con bagno, stanze armadio ed un divanetto all’interno della cabina – e due doppie.
Sul ponte superiore, alle spalle della timoneria dotata della più moderna strumentazione e di tre poltrone da navigazione, è ricavata la cabina del Comandante, nella posizione tipica delle navi e dei grandi motoryacht; completano il lay-out di questo ponte una day-toilette, l’arrivo del montacarichi proveniente dalla cucina, la sky-lounge, che si presta ad essere utilizzata come salotto più informale, e l’ufficio dell’Armatore, generoso negli spazi e particolarmente luminoso così come la sky-lounge. Il pozzetto di poppa è attrezzato con un tavolo per dieci o dodici commensali per le cene a lume di candela.
Sul sun-deck tutto – la grande griglia barbecue, il bar all’americana ed il tavolo da pranzo con un divano perimetrale – ruota intorno alla jacuzzi contornata da comodi prendisole; una timoneria esterna (in aggiunta alle due alette di manovra ai lati sul ponte superiore) completa il layout di questo ponte.
Lo stile degli arredi è basato sul neoclassico, rivisitato in chiave moderna sia come scelta dei materiali che come design dell’arredo. L’utilizzo del Mogano Biondo e della Radica Di Madrona ha contribuito a rendere chiari e molto luminosi gli ambienti; inoltre, l’uso della radica non come essenza primaria ma come decoro rende sobria ed elegante l’ambientazione. Il design dei mobili è stato via via affinato a partire da un’impostazione originale abbastanza “pomposa” ed arrivando a squadrare tutti i bordi; le pareti in boiserie sono state alleggerite ponendo negli sfondati delle pannellature in seta, di colori diversi a seconda dell’ambiente, ed anche le lesene a parete sono state oggetto di rivisitazione. I tessuti di rivestimento e di decoro dei divani, dei copriletti e delle tende sono in seta con inserimento di ciniglie, mentre rubinetterie e maniglie hanno finiture dorate ma solo a livello decorativo.
Tutte queste scelte – così come illustrate da Luca Dini – sono frutto della filosofia progettuale che si è voluto adottare, partita da un’idea di design molto ricco e ripensata man mano fino a giungere all’utilizzo di materiali di impronta sicuramente più contemporanea ed adatta ai giorni nostri.
Ma è dal punto di vista tecnico e progettuale che Fabri’s più si presenta come un motoryacht all’avanguardia.
Il progetto di questo Mondomarine è l’evoluzione di un disegno di carena “dislocante veloce” sviluppata da SYDAC in collaborazione con il Cantiere per questa interessante nicchia di mercato nel settore degli yacht da diporto di grandi dimensioni.
Coniugare prestazioni idrodinamiche spinte (velocità massima, velocità di crociera e buona autonomia con capacità di combustibile ridotte allo stretto necessario), una buona tenuta al mare e non ultimo il contenimento dei pesi non è certo facile.
Solo dopo approfonditi studi teorici e prove sperimentali (a controprova sulle costruzioni al vero) si è arrivati ad una ottimizzazione spinta del progetto che rende Fabri’s una costruzione veramente interessante.
Con poco meno di 33 metri di lunghezza al galleggiamento, un dislocamento a vuoto di 185 tonnnellate e di 245 tonnellate a pieno carico, lo yacht raggiunge una velocità massima di 20 nodi a mezzo carico con due motori MTU 12V396TE94 da 2.255 hp ciascuno a piena potenza, mentre, alla velocità economica di 12 nodi, l’autonomia è di più di 3.000 miglia con ancora un 10% di carburante di riserva. Il tutto con livelli di vibrazioni e rumorosità contenuti entro valori del più alto standard.
Le aree di progetto su cui è stata posta la maggiore attenzione sono la struttura dello scafo, le appendici di carena, la stabilità trasversale legata anche alla tenuta al mare e non ultimo il progetto dell’elica, eseguito in stretta collaborazione con Detra Custom Propeller.
Per ottenere un risparmio di peso lo scafo è costruito, come del resto la sovrastruttura, in lega di alluminio. Questa scelta, però, porta inevitabilmente ad un innalzamento della posizione verticale del baricentro globale dello yacht rispetto a quello di una costruzione con lo scafo in acciaio. Sono state ipotizzate quindi diverse larghezze, correlate con diversi appesantimenti “mirati” – al fine di ottenere una altezza metacentrica ottimale anche in funzione di un’eventuale classificazione MCA – ed abbinate ad un contenuto incremento della dimensione del baglio.
Ed anche il bulbo di prua è stato ottimizzato in funzione della velocità di progetto.
Nella zona di poppa sono state applicate delle appendici di carena che hanno modificato in modo considerevole la distribuzione delle pressioni del fondo, tanto da ottenersi, rispetto ai calcoli, un leggero decremento della resistenza all’avanzamento ed un miglioramento della tenuta al mare, in particolare per quanto riguarda il rollio. Quest’ultimo aspetto positivo lo si è potuto constatare anche visivamente con Fabri’s in banchina al Salone di Cannes; lo yacht era ormeggiato di poppa al molo posto davanti all’imboccatura del porto a fianco di altri yacht di classe simile ed era lo scafo che muoveva di meno sotto l’azione delle onde che entravano dall’imboccatura.
Ma, dal momento che questi dati non sono ingegneristicamente riproducibili in modo scientifico, Mondomarine e SYDAC sottopongono gli yacht in consegna alla prova di smorzamento di rollio in lento moto, durante la quale possono essere registrati dati che sono significativi per definire le caratteristiche di tenuta al mare dello scafo. Si porta lo yacht in prova ad una velocità molto bassa, sotto i 6-8 nodi, con mare estremamente calmo; a quel punto si mette in funzione l’impianto di stabilizzazione al fine di innescare un moto di rollio forzato con angoli di sbandamento di circa 12-15°. Nel momento di massima sbandata si mettono le pinne in posizione di riposo e si registra lo smorzamento naturale dello yacht con un giroscopio elettronico. L’operazione si ripete più di una volta per avere la necessaria attendibilità sperimentale. Questo dato rappresenta l’attitudine dello scafo a smorzare il rollio e quindi a dare un maggiore comfort e stabilità di piattaforma. In una rollata e mezza lo smorzamento del rollio è completo. Questo è un dato più che significativo di cui progettisti e Cantiere possono giustamente essere orgogliosi.| Caratteristiche tecniche |
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