Panther 2 – “gemella diversa” di Panther, consegnata da Mondomarine nel corso dell’anno passato allo stesso Armatore greco – è firmata ancora una volta da Giorgio Vafiadis per le linee esterne e da Mondomarine per il progetto tecnico mentre il design degli interni è stato affidato, in questo caso, a Luca Dini che si è avvalso della collaborazione di Gabriele Tartarelli e Silvia Margutti, membri del suo team, e della attiva partecipazione degli Armatori, disponibili ed aperti alla sperimentazione proposta.
Le differenze esterne rispetto a Panther, veramente minime, si riducono ad una controfinestratura della zona wide-body del ponte principale; decisamente diverso è invece il design degli interni, la cui disposizione, rimasta però invariata, prevede sempre salone e suite armatoriale sul ponte principale, cinque cabine doppie per gli ospiti sul ponte inferiore e salotto nell’open-space del ponte superiore che comprende anche la timoneria.
Luca Dini descrive qui di seguito le sue proposte di design e decor.
Entrando si viene investiti da sensazioni, si colgono suggestivi contrasti. Viene voglia di avvicinarsi e toccare, per capire.
Ogni scelta, infatti, è stata ponderata accuratamente ed è frutto di una ricerca attenta che ha inteso armonizzare quanto di più arcaico e primitivo offre la natura con quanto invece di sintetico e virtuale offre l’attuale multiforme tecnologia, in un mix creativo che include anche prodotti del “design fruibile”. L’estrema pulizia dei rivestimenti e la linearità della disposizione interna degli ambienti e dei tagli di luce sono fortemente volute, come il grigio luminoso e leggero delle pareti che esalta puntuali e significativi spunti materici e cromatici.
L’illuminazione, ovunque indiretta e diffusa, accentua quella naturale del giorno, avidamente catturata all’interno sfondando il più possibile le murate su ogni ponte, mentre di notte rende gli ambienti un accogliente nido.
L’Olivo, legno utilizzato per il corpo dei mobili, è molto evocativo, suggerisce con i suoi toni caldi la potenza della terra, dell’acqua e del sole, segna con il fremere delle venature la fatica di crescere e resistere sempre e ricorda l’armonico abbracciarsi di ogni tronco e ramo su se stesso. E’ vivo, spirituale, forte. La forma studiata, arrotondata sugli spigoli orizzontale-verticale, ne valorizza il disegno.
Il Rovere a terra è a tavoloni irregolari, spazzolato, oliato, effetto segato, picchiettato per raccontare una storia passata; la casualità nella posa è voluta, per accentuarne il carattere. Camminando scalzi si sente la familiarità di una superficie lievemente scabra, mai fredda e impersonale.
Percorrendo lo yacht s’incontrano laminati, lucidi ed opachi, marmi preziosi, pelli trattate, superfici resinate, pannelli scavati in una speciale armonia d’intenti.
Una parete in laminato metallico, quasi un foglio d’alluminio stropicciato, guida dal ponte principale alla zona ospiti, illuminato da bassi tagli di luce incassati conducendo ad una delle superfici create per gli Armatori da una coppia di artisti fiorentini utilizzando resine: una parabolica colata di azzurri e fucsia su fondo grigio argento.
Le cinque cabine del ponte inferiore, di cui tre con letto matrimoniale e due con due letti singoli, sono caratterizzate dalla scelta uniforme dei materiali, ma si distinguono per i diversi tessuti scelti, voluti nei toni del rosa fucsia, verde acido, giallo, turchese ed écru in un abbinamento di melange e tinte unite.
Un sorprendente Onice Dark Grey, utilizzato nei bagni, contrasta sia con il laminato lucido rilevato di una delle pareti di ogni doccia che con quello rugginoso delle paratie testaletto; queste sono ammorbidite da pannelli in pelle argentata, usata anche per i semplici fascioni dei letti e per le ante di tutti i mobili. Le luci si fondono con le pareti valorizzandone l’impatto.
A quest’atmosfera, comunque naturale nei toni, si sovrappone il gioco di luci rosa azzurro dei soffioni doccia e quello delle rubinetterie che segnalano, con luce a led in una ricca scala cromatica dal rosso vermiglio al blu intenso, la temperatura alla quale è erogata l’acqua. Tutto questo produce un rimbalzare di riflessi tra gli specchi e la trasparenza degli essenziali box doccia in cristallo.
Nello spazio VIP cabina e bagno si intersecano, mettendo direttamente a contrasto tutte le suggestioni.
La suite armatoriale, sul ponte principale, declina i toni dell’azzurro in tutte le suggestioni possibili. La parete testaletto è stata realizzata per gli Armatori da un artista viareggino: il legno è stato scavato e scanalato a mano e poi dipinto utilizzando tempere ed acrilici. Il forte chiaroscuro creato dalle onde orizzontali dell’intaglio ne rende mutevole l’aspetto, che suggerisce un mare liscio od imbronciato, un cielo luminoso o minaccioso; il colore, inondato dalla luce, rende l’atmosfera azzurrognola, quasi sottomarina.
Qui la pelle utilizzata è grigio azzurra, spiegazzata a mano. Lo specchio nasconde lo schermo TV e moltiplica l’impatto dell’opera. Le lampade sono esili aste luminose che ruotano quasi completamente su se stesse. Rende ancora più accogliente e vivibile la cabina la chaise longue, voluta in un tessuto melange sui toni dell’azzurro. Dressing e studio completano i servizi offerti dalla suite. Il pavimento del bagno è in marmo Azul Do Mar, mosso e intenso, le pareti della doccia, doppia, sono realizzate ancora dagli artisti fiorentini in foglia d’argento su fondo azzurro con resina cristallina lucida coprente. La musica si unisce all’acqua e alla luce. Gli specchi, su disegno dello Studio Luca Dini Design, scorrono su binari per non chiudere l’accesso alla luce e al paesaggio.
L’intera parete di fondo del salone del ponte principale è costituita da una grande colata di resina, irregolare nelle asperità e nella lucentezza, ardita nei colori viola, lilla, fucsia, azzurro, celeste, grigio argento e bianco, evocativa nel disegno. A porte scorrevoli chiuse si tratta di un’opera di quasi sei metri per due, protagonista, ma non “ingombrante”. Le colonne a murata alloggiano dei tagli di luce verticali e sono totalmente rivestite d’acciaio lucidato. Le veneziane scendono fino a terra e giocano con la luce. Gli arredi free-standing sono stati scelti con cura e seguono il desiderio degli Armatori di avere una configurazione flessibile che sposi le diverse esigenze di chi vive una barca nelle diverse ore del giorno, con o senza ospiti, in stagioni più o meno miti. Il divano sembra pensato per una situazione come questa: i pouff possono essere affiancati alle composizioni laterali o raggruppati in una grande seduta centrale o sparpagliati dove servono, così come i tavolini. Il tessuto è neutro ed i cuscini liberi, da disporre come il comfort richiede. Il tavolo, con il piano sottilissimo e le gambe che s’intrecciano leggere, si staglia sulla parete circondato dalle poltroncine.
Nel salotto del ponte superiore una parete in vetro polarizzato separa, quando necessario, la timoneria senza togliere luce e profondità all’ambiente, spazio più familiare e riservato. Il taglio delle finestrature è rispettato. Un profondo divano a tre posti permette di godere comodamente del proiettore a scomparsa. La configurazione è completata da due poltrone reclinabili, due poltroncine e dai tavolini bassi. Le superfici sono scabre o lisce, i colori sempre nei toni del bianco argento e grigio. Torna il legno d’Olivo sia per la scrivania che per i due piccoli tavoli da fumo, che diventano pouff, portariviste o contenitori per oggetti.
Anche per questo ponte sono stati creati due oggetti utilizzando le infinite potenzialità delle resine. I due bar, uno interno e l’altro esterno, entrambi retroilluminati, rendono emozionante l’atmosfera dei due spazi. Su base di plexiglass opalino, utilizzando come colori guida l’azzurro e il fucsia sono stati improntati due volumi puri. Per quello posizionato dentro, il fondo è liscio, bianco con polvere argento, vi si sviluppano onde e rose in cui i toni si fondono suggestivamente; per quello fuori, una garza aggiunge grana e matericità, lingue a rilievo sembrano alghe o coralli mossi dalla corrente. Quando la luce naturale scende, questi corpi si ravvivano e diventano veri e propri pezzi d’arredo. Poco usuali sono i tre sgabelli che fronteggiano il bar esterno.
Lo spazio esterno sul ponte superiore, oltre che con il divano strutturale con tavolo movimentabile, è arredato con lo stesso principio del salone principale. Utilizzando delle sedute molto flessbili sarà possibile avere lettini prendisole o invece un conviviale salotto a ferro di cavallo, quando necessario.
Il pozzetto del ponte principale ha una seduta strutturale ed un corposo tavolo in doghe di Teak. Le sedie in alluminio suggeriscono ricami prodotti solo dalla magia della natura. Il Teak esterno ha fughe grigie, eleganti, che ben si accordano con i colori interni.
Rigore ed essenzialità, dunque, nell’impronta generale, caratterizzazione degli ambienti, scelta raffinata ed armonica degli arredi e dei dettagli, duttilità del sistema di mobilio, atmosfera suggestiva, leggera, avvolgente e coerente con l’ambiente mare di cui Panther 2 sarà da oggi un ospite privilegiato.
Mondo Marine SpA
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